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sabato 13 luglio 2013

LE COSE CHE CAMBIANO


All’inizio c’era il caos.

Un caos fasullo, solo apparente anche se veramente destabilizzante, magistralmente governato dal Prof.Andreas.

La gente si muoveva vorticosa e accogliente , senza una precisa direzione , se non “ arrivare al mulino”: il come non aveva importanza. E alla fine ci siamo arrivati tutti: chi fino alla Macina, chi appena fuori dalla porta....ma ci siamo arrivati, spingendo i piú lenti , rincorrendo i piú veloci, chiamandoci da lontano perchè nessuno si perdesse. E lí c’era il Prof., che ci aspettava sorridente, seduto sui sacchi di farina.

Poi le case si son fatte di pietra.
Alcune svettanti, un po’  gotiche, bellissime a vedersi: dentro si potevano trovare le risposte. Sempre.   Altre, piccoline, ma con i davazali pieni di fiori e di domande.

E abbiamo costruito strade, tante strade che hanno cominciato a collegare portoni e portoncini e i piccioni viaggiatori hanno imparato  i percorsi per arrivare alle giuste finestre. Meno voli, forse. Ma i messaggi erano più profondi e ricchi e carichi di significati.

Infine siamo usciti dalle  case  e cisiamo trovati. Ci siamo guardati negli occhi e stretti la mano. Abbiamo ascoltato le parole e siamo rientrati al villaggio con un po’ di legna che ha ravvivato il fuoco.

venerdì 28 giugno 2013

anatomia di un esame / 1

Sará che erano tre anni che non avevo una terza. Sará che in quest’ultimo periodo, grazie alle amiche del villaggio, ho riflettuto molto sulla valutazione e ho avuto modo di confrontarmi con esperienze diverse. Sará che non sopporto il caldo.
Ma tutto é cominciato (malissimo) con il voto di ammissione all’esame.

Indicazioni di quest’anno : il voto di ammissione é la media MATEMATICA dei voti di uscita del triennio. Semplice: si prende la media dei voti della prima, quella della seconda e della terza e si fa la media; se il risultato ha un decimale, si arrotonda automaticamente per difetto o per eccesso, stile excel.
Io non ho nulla contro la matematica, che mi ha sempre affascinato (purtroppo in maniera inversamente proporzionale alla mia comprensione...), ma sono un’insegnante , non mi sono  diplomata in ragioneria. Applicando il sistema di cui sopra ecco cos’é successo: Pierino, che in prima ha trovato tutto facile e aveva finito l’anno con la media dell’ 8, ha pensato bene, in seconda di vivere di rendita ed é uscito con 7; in terza non ha piú retto e ha terminato con la media del 6. Voto  di  ammissione  all’ esame:  7.
Paolino, poverino, ha iniziato con un sacco di difficoltà e ha finito la prima con un misero 6; poi, però, si è impegnato moltissimo e ha raggiunto 6,5 in seconda e 7 alla fine della terza. Voto di ammissione all’esame : 6.
In questo modo, ho MISURATO il percorso di due studenti.  Poi arriva il mio mestiere,  la VALUTAZIONE.
Nel mio immaginario occorre tenere conte del percorso e del contesto di ciascun allievo.  Io devo (voglio) valorizzare chi ha posto in essere un atteggiamento di volontà, di fatica e di conseguimento di traguardi, senza mai perdere di vista il punto di partenza. Il modo di essere studente deve essere valutato, non solo la performance. Nel bene e nel male.
Non voglio mettere il discorso sul piano della “giustizia” (non sono un ragioniere, ma nemmeno un giudice): è un problema squisitamente pedagogico. A Pierino, sto dando un messaggio sbagliato: gli sto dicendo “ok, comportati pure così, tanto, in un modo o in un altro, con un po’ di fortuna, otterrai un risultato discreto”.
Non in un modo o in un altro: nel modo giusto, che è fatto di metodo, di rapporto con l’adulto, di conoscenza di te stesso, di fatica e di noia, di insuccessi e di soddisfazioni, di consapevolezza degli errori, di prova e riprova finchè non riesci!
Non con un po’ di fortuna: impariamo fin da piccoli cosa significa “merito”, impariamo che la maggior parte della nostra vita dipende dalle nostre scelte!
Non un risultato discreto: il risultato migliore! Certo, il risultato migliore che tu puoi raggiungere. Oggi. Perché magari domani sarà diverso.

BUONI PROPOSITI
L’anno prossimo, classe prima: cominciare da subito a rendere gli alunni più partecipi della valutazione, per arrivare ad una consapevolezza maggiore del proprio percorso scolastico.
Come?
·         discutere con loro le voci che compongono i criteri valutativi del comportamento?
·         fornire e condividere gli obiettivi di ciascuna materia (ridurli? Semplificarli?)?

·         ogni volta che inizio un’unità didattica, stabilire i “cosa”, i “come”, i “quando” e i “perchè” e farvi riferimento spesso, specialmente dopo lavori di verifica, anche per capire perché ho dato quel voto e non un altro?

venerdì 7 giugno 2013

Bilancio...seconda parte


Una delle tante cose belle di questo corso é che sono immersa in un mare di insegnanti! Questo mi permette di capire al volo il mondo che c’é dietro ogni commento: gli entusiasmi, le difficoltá, le perplessitá.  Pur non rispondendo direttamente, spesso mi sono sentita vicino a questi colleghi “ sconosciuti” quando raccontavano di come erano riusciti a sperimentare nella loro classe qualcosa imparato qui, oppure quando si guardavano intorno in sala professori e venivano colti da un momento di sconforto! Mi é piaciuto condividere l’ansia di fare tutto, senza saper scegliere a cosa dare la precedenza: faccio prima la relazione finale o provo a taggare i post? 

Ho giá detto in un precedente post quanto mi ha dato questo per-corso e non voglio ripetermi....piuttosto vorrei aggiungere una sensazione nuova che ho provato in questi ultimi giorni: la funzione vaccinazione.
Nell’ultima settimana a scuola é successo di tutto: qualche ragazzino fuori di testa, qualche docente peggio del ragazzino fuori di testa, scrutini tutti i giorni, genitori che sbraitano perché il loro bambino é stato ammesso all’esame con 8 e invece si meritava 9,..... essendo anche vicaria, normalmente  a questo punto dell’anno rientravo a casa stile straccio del pavimento.... ma se voi mi aveste visto in questi giorni! Avevo un pensiero positivo per tutto: il ragazzino ne ha combinata una di troppo? L’anno prossimo si potrebbe intervenire lavorando sul gruppo classe ( e qui mi apparivano alla mente le immagini di tanti blog che ho seguito); il collega non ce la fa piú? A settembre bisognerá farlo sentire parte di una comunitá collaborativa di docenti (e vai di altri blog nella mente!); i risultati non sono quelli attesi? Utilizzeró qualche strategia anche tecnologica che ho imparato qui....

Cosí sono riuscita a non ammalarmi di quella strana depressione che a volte mi prende quando mi sembra di avere tutto sulle spalle, di non riuscire a risolvere nulla e di essere tanto stanca! Questa volta provo una stanchezza diversa, quella che da giovane sperimentavo dopo aver camminato per ore in montagna e aver raggiunto una cima.

martedì 28 maggio 2013

anch'io!

Seguo spesso alcuni blog dei miei “amici di villaggio”, tra cui quelli di Sabina e Criszac, che hanno fatto un bilancio di questo percorso e manifestato le loro intenzioni future.
Mi sembra un’ottima idea e ho deciso di farlo anch’io, come una sorta di bilancio tra le “entrate” e le “uscite”…

(IDEE) ENTRATE:

      Ho  imparato un sacco di cose e ho cominciato a sperimentarle (sfidando le facce incredule delle mie figlie)  anche se a volte in modo un po’ maldestro: eppure è bastato per entusiasmarmi ancora di più! Ho sempre desiderato acquisire conoscenze informatiche, ma ero convinta che fosse un obiettivo per me troppo alto. Qui, insieme a un maestro formidabile, tanto quanto i miei compagni di classe, mi si è aperto un mondo e, soprattutto, sono riuscita a mettere un piede dentro!
  

Molto non l’ho imparato: perché non l’ho capito o perché 
non ho avuto il tempo di “digerirlo”. Ma moltissimo ho 
 accantonato perché in un secondo momento lo andrò 
recuperare e allora aggiungerò altri pezzetti al mio percorso.


  Oltre alle conoscenze informatiche, la mia mente si è aperta a tante esperienze nuove, a desideri condivisi, a scambi di buone pratiche,… E’ stato un percorso anche di tipo culturale e professionale.
   Anch’io credo che i rapporti del/nel web non possano sostituire quelli della/nella realtà, ma questa compagnia con cui ho condiviso il cammino finora mi ha aiutato a non perdere l’entusiasmo e ad insistere nell’essere elemento vivo all’interno della mia scuola.


    Ho sperimentato un modo di imparare le cose che per me sarà fonte di riflessione ancora per parecchio tempo….

      (IDEE) USCITE:

           L’idea di aprire un blog di classe mi frullava già nella testa da tempo: ora è diventata un progetto che mi riprometto di attuare con il prossimo anno scolastico.                




Mi piacerebbe continuare o rifare un’esperienza come questa, anche l’anno prossimo: ho la speranza che, magari….partendo non proprio da zero….come si dice in questi casi? Riesca a colmare le numerose lacune della mia preparazione…

Bellissimo poi sarebbe se si potesse mantenere una qualche forma di contatto tra noi "villici"! Non so come, perché mi rendo conto che io ho poco da dare…e non è carino dire agli altri che devono lavorare per me… però una sorta di piattaforma per continuare a scambiarci idee, riflessioni, esperienze mi piacerebbe proprio.
 

Che dire ancora? Sono felice!